Permessi di costruire: segnali di ripresa nel secondo trimestre 2025
Nel secondo trimestre 2025 i permessi di costruire segnano un aumento congiunturale: +1,5% per le abitazioni e +13,6% per l’edilizia non residenziale, interrompendo la fase negativa dei trimestri precedenti.
Secondo i dati diffusi da ISTAT, nel secondo trimestre del 2025 il settore delle costruzioni mostra i primi segnali di ripresa dopo mesi di contrazione. Secondo le stime più recenti sui permessi di costruire, il comparto residenziale registra una crescita congiunturale sia nel numero di abitazioni (+1,5%) sia nella superficie utile abitabile (+2,1%), una variazione positiva che interrompe la tendenza negativa dei trimestri precedenti.
Ancora più marcato l’aumento per l’edilizia non residenziale, che segna un balzo del +13,6% rispetto ai primi tre mesi dell’anno.
I numeri del trimestre: 12.460 abitazioni autorizzate per i nuovi fabbricati residenziali
Nel periodo aprile–giugno 2025, il numero di abitazioni autorizzate per i nuovi fabbricati residenziali — al netto della stagionalità — è stimato in 12.460 unità, per una superficie utile complessiva di circa 1,10 milioni di metri quadrati.
La superficie destinata a costruzioni non residenziali si attesta invece poco sotto i 2,59 milioni di metri quadrati, confermando la vivacità del comparto produttivo e commerciale.
Confronto con l’anno precedente: registrata comunque una flessione (-7.3% nel numero di abitazioni, -1.6% per la superficie abitabile)
Nonostante il recupero congiunturale, i dati su base annua restano negativi. Rispetto al secondo trimestre del 2024, il settore residenziale segna infatti una flessione del -7,3% nel numero di abitazioni e del -1,6% nella superficie abitabile.
Anche l’edilizia non residenziale mostra una contrazione tendenziale, con una riduzione della superficie complessiva del -3,8%.
Il trimestre primaverile del 2025 sembra dunque rappresentare un punto di svolta. Tutti i comparti dell’edilizia mostrano una crescita congiunturale, interrompendo la dinamica negativa che aveva caratterizzato la fine del 2024 e l’inizio del 2025.
La ripresa, tuttavia, appare più contenuta per il settore residenziale, mentre è più vigorosa per quello non residenziale, probabilmente trainato da investimenti pubblici e da una rinnovata domanda di spazi produttivi.
A livello tendenziale, le flessioni restano presenti ma si attenuano, segnalando che il comparto delle costruzioni potrebbe avviarsi verso una fase di graduale stabilizzazione dopo un periodo di debolezza strutturale.
Articolo pubblicato su Ingenio

