Riqualificazione energetica edifici: arriva la specializzazione online

20.07.2017

Efficienza energetica online con Confartigianato e ON5: "Diventa Eco-artigiano" è il nuovo programma dedicato ai professionisti che intendono specializzarsi nella riqualificazione e nell'efficienza energetica.

La nuova piattaforma vuole fornire una catena di servizi a supporto dell’attività di termoidraulici, impiantisti termici, elettricisti, serramentisti, ingegneri, architetti, geometri e periti per quanto riguarda la riqualificazione energetica degli edifici e l'efficienza energetica.

"Diventa Eco-artigiano" è, infatti, un programma dedicato ai professionisti che intendono specializzarsi nella riqualificazione e nell’efficienza energetica, tesa ad aumentare le specifiche conoscenze in materia dei progettisti affinché si possano migliorare il comfort e la performance energetica delle abitazioni e degli immobili dei propri clienti, proponendo le soluzioni più adeguate in termini di efficienza energetica. Confartigianato offre l'opportunità ai propri associati, fornendo un servizio a valore aggiunto a supporto dell’attività degli artigiani.

Per ora è stata avviata la prima fase di test che coinvolgerà alcune Associazioni Territoriali con l’obiettivo di estendere l’adesione al progetto all’intero territorio nazionale.

Tratto da Ingenio-web.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

Efficienza del patrimonio edilizio: online il portale 4E

20.07.2017

È online il portale 4E dedicato all’efficienza energetica degli edifici esistenti, che intende supportare proprietari, progettisti, operatori, investitori e pianificatori nelle azioni e nelle decisioni relative al recupero energetico.

Realizzato dall’ENEA nell’ambito del progetto europeo Request2Action, il portale contiene informazioni su metodologie, software e politiche nazionali nel settore.

Due gli strumenti portanti.

- Il test interattivo 4ECAsa, che permette a tutti di confrontare con pochi click i consumi della propria abitazione con quelli di un edificio di recente costruzione, con le medesime caratteristiche e ubicato nella stessa località, ma edificato con criteri di efficienza energetica. Il test suggerisce inoltre i passi da compiere per rendere l’abitazione più efficiente nel rispetto dell’ambiente. Attraverso la registrazione, il cittadino contribuirà a fornire a ENEA  dati utili sui consumi reali e riceverà una sintesi qualitativa del potenziale risparmio energetico e economico in virtù dei lavori di riqualificazione ipotizzati.

- Il sistema DIPENDE (Database Integrato per la Pianificazione ENergetica dei Distretti Edilizi), che consente di accedere con facilità ai dati del patrimonio edilizio residenziale locale e regionale. L’applicazione è dotata di una visualizzazione georeferenziata per la Lombardia, consentendo analisi innovative rispetto agli usi abituali del catasto degli attestati di prestazione energetica (APE). Attualmente contiene oltre 100mila dati geografici e sociali dei 1.500 comuni lombardi riguardanti tipologie e componenti edilizie, impianti termici, certificazioni energetiche e incentivi per il recupero energetico.

“Il portale sarà continuamente aggiornato, anche grazie ai contributi delle organizzazioni e dei soggetti che vorranno unirsi al Network4e e hanno già sostenuto l’iniziativa federazioni di settore come FINCO”, spiega la ricercatrice ENEA Ezilda Costanzo, coordinatrice per l’Italia del progetto REQUEST2ACTION.

Il portale 4E e gli altri strumenti sul recupero edilizio, realizzati anche in Grecia, Belgio, Portogallo, Scozia e Austria grazie al progetto REQUEST2ACTION, sono stati presentati in una videoconferenza internazionale.

Tratto da Guidaedilizia.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

Certificato di stabilità obbligatorio. Progettisti soddisfatti

13.07.2017

A seguito del drammatico crollo della palazzina di Torre Annunziata avvenuto nei giorni scorsi, il Ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ha annunciato che per gli edifici sarà obbligatorio il certificato di stabilità, un po’ come avviane attualmente con la certificazione energetica degli immobili. Sul tema dei costi della certificazione Delrio ha sottolineato come tramite il Sisma Bonus essi saranno detraibili all’85%.

Armando Zambrano, Presidente del CNI, ha così replicato alle dichiarazioni del Ministro: “L’annuncio dell’introduzione del certificato di stabilità è una cosa opportuna da parte del Governo. Il Sisma Bonus, in questo senso, è un bel passo in avanti, anche se sono necessarie delle modifiche normative per renderlo meglio attuabile. Va detto, però, che non possiamo aspettare che siano i condomini e i proprietari di immobili ad avviare determinate procedure. Bisogna far sì che si abbia una conoscenza più ampia dello stato degli immobili, in modo da poter stabilire se e come è necessario intervenire per garantirne la sicurezza”.

“Da anni - prosegue Zambrano -, come Consiglio Nazionale degli Ingegneri e come Rete Professioni Tecniche, chiediamo l’istituzione del fascicolo del fabbricato. Riteniamo, infatti, che sia uno strumento determinante per conoscere le criticità di un edificio. Cominciano a rendersene conto anche gli organi di informazione, che da un po’ di tempo lo indicano come una determinante fonte di conoscenza dello stato delle nostre case. Purtroppo, però, in questi anni determinate lobby, soprattutto quelle dei proprietari immobiliari, avanzando motivazioni a volte piuttosto fantasiose, hanno lavorato per evitarne l’introduzione, facilitati dall’indifferenza colpevole della politica”.

“In Italia - conclude Zambrano - abbiamo circa 20 milioni di edifici costruiti prima che venisse introdotta la normativa sul rischio sismico, che ha imposto regole più stringenti nel settore delle costruzioni. In questo senso, dopo l’iniziativa di Delrio, ci aspettiamo un ulteriore sforzo dal mondo della politica, anche nella direzione dell’introduzione del fascicolo del fabbricato”.

Tratto da Guidaedilizia.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

Permesso di costruire, dal 20 ottobre il modello unico

13.07.2017

Via libera dalla Conferenza Unificata. Le Regioni potranno modificare il modulo entro il 30 settembre

Prosegue il lavoro del Governo verso la semplificazione dei moduli unificati e standardizzati per comunicazioni e istanze nei settori dell'edilizia e delle attività commerciali e assimilate.

Con l'accordo del 7 luglio 2017, la Conferenza Unificata ha, infatti, approvato il nuovo modello unificato relativo al Permesso di costruire.


Modulo per il permesso di costruire: i tempi dell’adeguamento

L’aggiornamento del modulo standardizzato non è sostanziale ma ha permesso di allineare il modello alle novità introdotte al Dlgs 126/2016 e Dlgs 222/2016.

Le Regioni avranno tempo fino al 30 settembre 2017 per adeguare il modulo alle specifiche normative regionali.

Le amministrazioni comunali, alle quali sono rivolte domande, segnalazioni e comunicazioni, hanno l’obbligo di pubblicare sul loro sito istituzionale entro e non oltre il 20 ottobre 2017 i moduli unificati e standardizzati, adottati oggi e adattati dalle singole Regioni.

L’obbligo di pubblicazione della modulistica è assolto anche attraverso il rinvio alla piattaforma telematica di riferimento. La mancata pubblicazione dei moduli e delle informazioni indicate sopra entro il 20 ottobre 2017 costituisce illecito disciplinare.

Modulistica semplificata per l'edilizia: il percorso avviato

Il nuovo ‘Permesso di costruire’ approvato oggi si aggiunge ai moduli standardizzati (CILA, SCIA e SCIA alternativa al permesso di costruire, CIL per opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee, Comunicazione di fine lavori) già approvati dalla conferenza unificata del 4 maggio scorso e operativi in tutte le Regioni dal 30 giugno 2017.

Moduli standardizzati per le attività produttive

L'accordo di oggi ha comportato delle novità anche sul fronte delle attività produttive; sono, infatti, stati approvati nuovi moduli unici di ‘Segnalazione certificata di inizio attività’ per: panifici; tintolavanderie; somministrazione di alimenti e bevande al domicilio del consumatore; somministrazione di alimenti e bevande in esercizi posti nelle aree di servizio e/o nelle stazioni; somministrazione di alimenti e bevande nelle scuole, negli ospedali, nelle comunità religiose, in stabilimenti militari o nei mezzi di trasporto pubblico; autorimesse; autoriparatori.

Anche in questo caso le amministrazioni comunali hanno l’obbligo di pubblicare sul loro sito istituzionale entro e non oltre il 20 ottobre 2017 i moduli unificati e standardizzati, adottati con il presente accordo e adattati, ove necessario, dalle Regioni in relazione alle specifiche normative regionali entro il 30 settembre 2017.

Tratto da Edilportale.com © RIPRODUZIONE RISERVATA

Urbanistica: le distanze in edilizia prevalgono sulla riservatezza

Distanze in edilizia contro privacy: per la Cassazione non si può costruire un manufatto in violazione delle disposizioni sulle distanze in edilizia ex DM 1444/1968 con il pretesto di tutelare la propria riservatezza

La mera violazione delle distanze legali in edilizia, ex DM 1444/1968, resta comunque prevalente rispetto a esigenze di riservatezza e di non meglio specificata sicurezza. La Cassazione pone quindi un limite alla privacy esprimendo un importante principio di diritto nella recente sentenza 14916/2017 pubblicata lo scorso 15 giugno.

L’oggetto del contendere nei rapporti di vicinato nel caso concreto è stato una tettoia in legno su un terrazzo - senza rispettare però le distanze minime in edilizia - che una signora aveva installato per garantire meglio la sua riservatezza.

In appello, si è quindi affermato che la mera violazione delle distanze minime in edilizia non può "battere" il diritto alla privacy e alla sicurezza delle persone fisiche. Concetto 'ribaltato' in terzo grado, poiché per la Cassazione il rispetto delle distanze legali viene prima di tutto (è erronea l’affermazione secondo la quale "il diritto al rispetto delle distanze legali cederebbe innanzi al diritto alla privacy ed alla sicurezza").

Per gli ermellini, la normativa codicistica, siccome integrata dai regolamenti locali, "si fonda sulla necessità di tutelare plurime esigenze, nel reciproco
contemperamento, fra le quali non è estranea quella della riservatezza. Trattasi di un valore, quindi, già tenuto in conto dal legislatore nello stabilire la disciplina. La pretesa d'introdurre limitazioni e deroghe non legislativamente previste assumendone l'utilità al fine di assicurare la riservatezza costituisce un evidente errore ermeneutico, in quanto assegna alla esigenza in parola, già comparata dal legislatore, un ruolo d'ulteriore deroga esterna non previsto dalla legge".

Non solo, perché la Corte censuare anche l'affermazione ove con la stessa si sia inteso evocare la disciplina del Codice Privacy (d.lgs. 196/2003) e successive modifiche, che regola la protezione del trattamento dei dati sensibili, quale che ne sia la fonte ed il supporto, e che qui non presenta interferenze di materia. Di fatto, non si può invocare maggiore spazio per la privacy rispetto a quella già considerata, anche implicitamente, nelle regole sulle distanze.

Tratto da Ingenio-web.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

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