Con la ristrutturazione il valore delle case aumenta del 29%

01.06.2017

Rapporto Cresme-Symbola: si apre il primo ciclo dell’ambiente costruito, fuori dalla crisi con la riqualificazione dell’esistente.

La crisi edilizia ha spazzato via molte imprese e posti di lavoro, ma ha anche portato alla luce nuovi bisogni da cui ripartire per cogliere le opportunità di crescita. Lo ha messo in luce il rapporto “Una nuova edilizia contro la crisi” elaborato da Cresme e Fondazione Symbola.

Secondo il rapporto, il prossimo ciclo edilizio sarà il primo ciclo dell’ambiente costruito, in cui si punterà su innovazione, risparmio, sicurezza e qualità per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Operazioni che hanno già dimostrato di movimentare risorse consistenti. Le ristrutturazioni hanno dimostrato di poter accrescere il valore delle abitazioni. A renderle più interessanti sono gli incentivi fiscali per il miglioramento del patrimonio edilizio esistente.

Edilizia, crisi e ripresa con le ristrutturazioni

Dal 2008 il settore edile ha perso 600mila posti di lavoro. Nel 2016 c’è stata una debole ripresa trainata dal mercato delle ristrutturazioni. Il rapporto evidenzia che il mercato si è completamente riconfigurato e ha portato alla luce nuovi bisogni. La nuova fase ciclica che si sta aprendo potrebbe quindi essere definita, spiega il rapporto, come “il primo ciclo dell’ambiente costruito”.

La riqualificazione edilizia ha assorbito il 79% della produzione del 2016. Il fenomeno oltrepassa la dimensione edilizia e va letto, spiega il rapporto, attraverso l’integrazione tra costruzioni, impianti e servizi.

Ad accrescere l’importanza della riqualificazione edilizia contribuiscono nuove tendenze, come l’attenzione al consumo di suolo e stili di vita improntati alla sostenibilità, attenti all’efficienza energetica e alla riduzione dei consumi.

La riqualificazione aumenta il valore delle case

Gli interventi di riqualificazione si ripercuotono sul valore delle case. Analizzando le offerte immobiliari residenziali, il Cresme ha rilevato che mediamente le abitazioni ristrutturate immesse sul mercato hanno un valore del 29% superiore a quelle non ristrutturate. Le abitazioni ristrutturate, inoltre, hanno un prezzo medio superiore anche al prezzo medio delle abitazioni nuove: una abitazione ristrutturata in Italia viene posta sul mercato mediamente al valore di circa 300.000 euro, mentre una non ristrutturata è messa sul mercato al valore di 233.000 euro e una abitazione nuova al prezzo di circa 280.000.

Per fare un esempio, a fronte di un intervento medio di 14.500 euro, un’abitazione ristrutturata aumenta il suo valore di 65.750 euro. L’indagine mostra anche che nelle provincie in cui la percentuale di abitazioni riqualificate è più alta, il mercato è più intenso e registra il maggior numero di compravendite.

Il ruolo degli incentivi fiscali

Dal 2007 al 2016, riporta il rapporto, i lavori di manutenzione straordinaria del patrimonio residenziale esistente incentivati fiscalmente sono stati pari a 190 miliardi di euro; nel 2016 sono stati 28,2 miliardi, con un incremento del 12,3% rispetto al 2015. I lavori incentivati rappresentano nel 2016 il 57% dei lavori di manutenzione straordinaria residenziale svolti in Italia. Nell’ultimo quadriennio 2013-2016 gli investimenti incentivati hanno generato poco meno di 270mila posti di lavoro diretti ogni anno, ma se si considerano anche i lavori dell’indotto si superano i 400mila occupati l’anno: nel solo 2016 sono stati 419mila.

Secondo lo studio, va migliorato il livello di conoscenza degli incentivi. Ipsos, per conto di Symbola, ha rilevato che l’Ecobonus è conosciuto dal 76% degli italiani, il 15% dei quali afferma di averlo utilizzato. Il sismabonus è invece conosciuto dal 54% degli intervistati.

Secondo i dati Symbola-Unioncamere, dal 2010 al 2013 il 24,5% delle imprese edili ha fatto investimenti green. Scommettere su questa nuova edilizia vuol dire supportare l’efficienza energetica, la sicurezza della popolazione e il lavoro.

“La crisi - scrivono Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera e Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, nella premessa del rapporto - ha posto all’ordine del giorno nuovi bisogni cui far fronte con risposte nuove. Per accettare le sfide che il presente e il futuro ci pongono, l’Italia deve fare quello che meglio di ogni altro Paese sa fare, l’Italia deve fare l’Italia e tenendo insieme bellezza e tecnologia, innovazione e tradizioni, coesione sociale e competitività potrà dare a queste domande risposte adeguate. L’edilizia di cui parliamo in questo report può essere una di quelle risposte”.

Tratto da Edilportale.com © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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