Riqualificazione energetica e antisismica, i condomìni potranno costituire un fondo

16.02.2017

Gli accantonamenti finanzieranno gradualmente gli interventi. I lavori dovranno partire entro cinque anni dalla costituzione

I condomìni potranno creare un fondo di accantonamento per finanziare gradualmente gli interventi per il miglioramento dell’efficienza energetica e la messa in sicurezza antisismica. Lo prevede un nuovo disegno di legge all’esame della Commissione Giustizia della Camera.

L’idea del disegno di legge nasce da un presupposto: è necessario che anche i condomìni possano accedere a Eco bonus e Sisma bonus. Le misure, soprattutto quella molto più collaudata degli incentivi per l’efficientamento energetico, si sono dimostrate vincenti per le singole unità immobiliari, ma in Italia la maggior parte delle abitazioni si trova in condominio.

Riqualificazione energetica e antisismica in condominio

Gli interventi di riqualificazione energetica profonda dei condomìni sono considerati indispensabili per il miglioramento dell’efficienza degli edifici e delle singole abitazioni. Va in questa direzione il nuovo Ecobonus, che riconosce detrazioni fiscali fino al 75% per gli interventi di riqualificazione energetica eseguiti sulle parti comuni dei condomìni.

I condomìni devono inoltre affrontare il problema della messa in sicurezza antisismica. Come si legge nell’introduzione del ddl, in Italia gli edifici a destinazione d'uso residenziale sono circa 12,2 milioni su un totale di 14,5 milioni di edifici, con oltre 31 milioni di abitazioni. Di queste, oltre 15 milioni sono state costruite prima del 1974, anno in cui è stata approvata per la prima volta nel nostro Paese una normativa sismica nazionale (Legge 64/1974). Per tutti gli edifici, non solo per quelli realizzati prima del ’74, si rende necessaria un’azione di verifica e messa in sicurezza statica.

In condominio la realizzazione dei lavori si fa più problematica. La presenza di più proprietari rende meno agevole la delibera degli interventi e il pagamento delle quote dovute da ogni condomino.

Fondo di accantonamento per i condomìni

Per risolvere queste difficoltà, il disegno di legge propone che i condomìni, previa delibera dell’assemblea, possano costituire un fondo di accantonamento per finanziare gradualmente i futuri lavori di manutenzione, ammodernamento e messa in sicurezza dello stabile.

Il fondo potrà essere costituito anche per il finanziamento di lavori non ancora deliberati dall’assemblea condominiale. Per poter accedere alle detrazioni fiscali, sarà però necessario avviare gli interventi entro cinque anni dalla costituzione del fondo.

Il fondo sarà finanziato annualmente con una quota percentuale del bilancio condominiale o con versamenti ripartiti in base ai millesimi di proprietà. La quota versata ogni anno nel fondo di accantonamento non potrà essere inferiore al 5% del rendiconto condominiale annuale.

Il disegno di legge è stato presentato alla Camera a novembre 2016, ma l'esame non è ancora iniziato.

Tratto da Edilportale.com © RIPRODUZIONE RISERVATA

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