Regolamento edilizio tipo: un linguaggio unico per tutta Italia

03.11.2016

“È un passo molto importante l’adozione dello stesso lessico comune per l'edilizia nella pubblica amministrazione a livello nazionale, dove fino ad oggi si sono parlate lingue diverse tra un ente e l'altro anche a pochi chilometri di distanza". È quanto dichiara il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, commentando l’esito della Conferenza Unificata Stato-Regioni, presieduta dal Ministro Enrico Costa, che ha adottato il 24/10/2016 all’unanimità lo schema di regolamento edilizio-tipo, per semplificare e uniformare le norme e gli adempimenti in materia edilizia per tutto il territorio nazionale.

"Oltre all'esigenza di parlare la stessa lingua - continua il Ministro - c'era anche la necessità di superare l'eccessiva interpretazione della disciplina edilizia, anche qui con il paradosso che le stesse leggi statali o regionali hanno trovato applicazioni diverse in territori contigui. Il provvedimento è stato approvato grazie ad un lungo lavoro e rappresenta il punto di mediazione possibile tra tutti i soggetti coinvolti. È un primo passo, che verrà verificato e aggiornato in base al riscontro sul suo utilizzo”.

Lo schema di regolamento edilizio-tipo era previsto dal Decreto Sblocca Italia, che ha stabilito che un adeguato livello di semplificazione dei processi edilizi costituisce un livello essenziale delle prestazioni, che deve essere garantito a tutti i cittadini su tutto il territorio nazionale.

L’approvazione è frutto del lavoro del Tavolo tecnico costituito il 5 maggio 2015 con i rappresentanti delle Regioni e dell’ANCI, coordinato dal MIT e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per la Funzione Pubblica.

Il processo di standardizzazione e semplificazione si propone di:

- affiancare alla semplificazione normativa dei procedimenti sul rilascio dei titoli edili e sul silenzio assenso nel permesso di costruire, un percorso di progressivo superamento dell'eccessiva differenziazione della disciplina vigente a livello locale;

- ricondurre i regolamenti edilizi comunali alla loro effettiva funzione di integrazione e specificazione delle normative statali e regionali, nei campi che riguardano l’attuazione delle scelte urbanistiche locali, la qualità e funzionalità dei tessuti urbani esistenti, i meccanismi di incentivazione e qualificazione dei processi di recupero degli stessi, ecc.;

- semplificare, uniformare e standardizzare i linguaggi e la struttura dei Regolamenti;

- introdurre elementi di qualificazione dell’edilizia come le caratteristiche prestazionale degli edifici;

- facilitare l’accesso alle norme edilizie per i cittadini, imprese anche estere, e addetti ai lavori;

- abbattere i margini di discrezionalità interpretativa degli operatori degli Uffici tecnici;

- concorrere a diminuire la giurisprudenza in materia;

- rendere più sostenibile, più misurabile e quindi riconoscibile e classificabile il patrimonio edilizio del Paese.

Tratto da Guidaedilizia.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

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