Svolta ecobonus e bonus ristrutturazioni, al vaglio della camera

 

28.07.2016

Depositata la proposta di legge per rendere ancora più agevoli le due detrazioni fiscali: si propone di far anticipare da un intermediario l'importo soggetto ad agevolazione, per aggirare l'attesa del rimborso in 10 anni.

Di “bonus ristrutturazione” ed “ecobonus” abbiamo e si è già parlato ampiamente in passato, ma dagli organi di governo arriva un’interessantissima novità proprio riguardante i citata bonus fiscali: è stata infatti depositata alla Camera una proposta di legge affinché le suddette agevolazioni sulla casa siano anticipate dalle banche di riferimento, in modo che il cittadino paghi i lavori compiuti direttamente al netto delle agevolazioni.

Riassumiamo brevemente le detrazioni fiscali sull’IRPEF oggetto del decreto: si parla delle agevolazioni sui lavori di ristrutturazione edilizia al 50%, o 65% in caso di interventi per la messa in sicurezza sismica, e sui lavori di efficientamento e risparmio energetico del proprio immobile, anch’essi al 65%. Questi bonus hanno scadenza fissata al 31 Dicembre 2016 e, da normativa, il rimborso totale viene erogato in “sconti” sulla dichiarazione dei redditi in 10 rate annue di pari importo ciascuna, in sostanza il rimborso sarebbe completo nel 2026.

La proposta di legge:

La proposta di legge in oggetto, depositata regolarmente dalla deputata Sara Moretto, recatitolo eloquente: “Disposizioni per la cessione dei crediti di imposta maturati per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici mediante contratto di sconto con un intermediario finanziario”.

Proviamo a tradurre dal politichese: in sostanza, nel compiere lavori di ristrutturazione edilizia o di riqualificazione energetica del nostro immobile, appoggiandoci ad una banca, cediamo all’intermediario finanziario l’onere di pagare la percentuale che verrebbe successivamente detratta dalla nostra dichiarazione dei redditi, così che: noi paghiamo l’effettivo importo che ci spetterebbe, già tolta la percentuale in detrazione, mentre la banca si accolla la detta percentuale e sarà poi lei ad essere rimborsata successivamente.

L’obiettivo principale della proposta di legge è quello di rilanciare il settore edilizio, considerando il calo netto nel numero di ristrutturazioni effettuate nel triennio 2013-2015. La proposta di legge produrrebbe un incremento stimato in circa 5 miliardi di spese per lavori edili, secondo calcoli della CNA, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa , e un aumento di circa 24 mila dipendenti nel primo anno di applicazione.

Il funzionamento della proposta nello specifico:

Come già anticipato, la proposta prevede, in pratica, di anticipare, presso banche e intermediari finanziari, le agevolazioni fiscali previste per le ristrutturazioni edilizie e per la riqualificazione energetica, senza il peso di dover attendere i 10 anni di recupero rateale nella dichiarazione dei redditi.

Il nuovo iter per le agevolazioni fiscali previsto nella proposta di legge assume che il beneficiario dell’agevolazione, cittadino o impresa che sia, individui in primo luogo l’istituto bancario al quale appoggiarsi, al quale destinare il credito. Dopo di ché, lo stesso beneficiario ha l’obbligo di trasmettere il modello di opzione presso l’Agenzia delle Entrate, indicando la banca cessionaria che ha sottoscritto il modello. In questo modo il cittadino o l’impresa pagherà esclusivamente la parte dei costi dei lavori che non è inclusa nel beneficio della detrazione. Di conseguenza il 50% o il 65% della spesa sarà a carico dell’intermediario finanziario di riferimento, che recupererà poi il “prestato” nei canonici 10 anni.

Non cambia, nella sostanza, l’importo del bonus di cui possiamo beneficiare, ma esso sarà anticipato dalla banca: il cittadino, o l’impresa, pagherà dunque solo l’importo delle spese per lavori di ristrutturazione edilizia o riqualificazione energetica al netto della detrazione fiscale. Ancora più in spiccioli? La spesa per chi intraprende i lavori rimane la stessa, cambiano i tempi con cui si torna ad avere la disponibilità economica: invece di congelare quel 50 o 65% di spesa e di recuperarlo in 10 lunghi anni, non si tirerà fuori un euro in più del 50 o 35% della spesa totale, sempre considerando i limiti massimi su cui è possibile calcolare la detrazione, diversi a seconda dell’intervento da realizzare. Inoltre, per il cittadino, non esisterà più il rischio di incapienza, ovvero il pericolo di non poter recuperare la detrazione fiscale perché l’importo delle tasse da pagare è basso.

In questo modo la nuova proposta di legge avrebbe un impatto molto maggiore, come sottolinea il presidente della CNA, Daniele Vaccarino: “Bisogna mettere in campo strumenti e soluzioni che consentano all’edilizia di uscire definitivamente da una crisi dolorosissima. Questa proposta rappresenta una leva potente per rimettere in moto il mercato, aprendo le porte a lavori che calzano perfettamente alla taglia delle micro e delle piccole imprese. Consente inoltre ai soggetti incapienti di accedere al mercato delle ristrutturazioni e della riqualificazione edilizia. Si potrà rilanciare anche il mercato strategico dei condomini, dove spesso i lavori sono bloccati dalle difficoltà economiche di alcuni proprietari. Ovviamente sarà fondamentale la riconferma degli attuali incentivi in materia di ristrutturazione e di efficientamento energetico ai livelli attuali del 50 e del 65%”.

Tratto da: Mycase.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

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