CASA: In 9 anni realizzati oltre 2,5 mil di interventi di efficientamento energetico

07.07.2016

Gli italiani investono sulla riqualificazione energetica delle abitazioni

L’ENEA ha presentato presso il Ministero dello Sviluppo Economico il V Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica (RAEE), uno strumento di monitoraggio, analisi e valutazione a supporto delle politiche adottate in questo settore.

Dal Rapporto emerge che in meno di un decennio le famiglie italiane hanno investito circa 28 miliardi di euro per il miglioramento delle prestazioni energetiche delle abitazioni, realizzando 2,5 milioni di interventi di riqualificazione energetica tra il 2007 e il 2015.

I benefici di questa tendenza si registrano in termini di occupazione con circa 50 mila posti di lavoro l’anno e soprattutto in ambito ambientale con26 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica evitati, grazie a circa 10 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) l’anno risparmiati in seguito agli interventi di efficientamento.

L’Italia sta facendo un buon lavoro nel settore dell’efficienza energetica e si configura ai primi posti in Europa con un livello di intensità energetica del 18% inferiore rispetto alla media UE, dato particolarmente positivo dal momento che tanto più basso è il valore dell’intensità energetica tanto più è alta l’efficienza energetica del Paese.

Il Rapporto evidenzia che nel 2014 l’Italia è tornata ai livelli di consumo dei primi anni Novanta, ma con diverso mix energetico. Le fonti fossili costituiscono ancora la principale fonte energetica ma il loro peso è in continuo calo: nel 2014, circa l’80% del consumo interno lordo è stato soddisfatto dai combustibili fossili, contro il 92,4% del 1994. In costante incremento le fonti rinnovabili, con una quota della domanda di energia cresciuta dal 5,4% del 1994 al 17,6% del 2014. Inoltre anche nel 2014 viene confermato l’andamento decrescente degli impieghi finali di energia, osservato a partire dal 2010, con una riduzione del 3,4% della domanda di energia rispetto al 2013, tornando ai livelli di consumo osservati nel 1994. Nonostante il calo registrato nel 2014, il settore civile assorbe la maggior quota di consumi finali (37,1%), seguito dal settore trasporti con il 33,3% e dal settore industria con il 21,3%.

Dal Rapporto, quindi, si rileva che l’Italia ha conseguito il 32% dell’obiettivo di risparmio energetico al 2020 fissato dal Piano Nazionale di Efficienza Energetica 2014 grazie all’ausilio di strumenti attuati per promuovere l’efficienza tra i quali si sono rivelatiparticolarmente efficaci i certificati bianchi e le detrazioni fiscali per le riqualificazioni energetiche, i cosiddetti ecobonus, utilizzati soprattutto, spiega il Rapporto, per interventi di isolamento termico degli edifici, la sostituzione di infissi e l’installazione di impianti di riscaldamento più efficienti.

Infine il Rapporto dedica un capitolo specifico alla comunicazione sull’efficienza energetica, con particolare riferimento al Programma Triennale di informazione e formazione previsto dal D.Lgs. 102/2014 per far conoscere a PMI, dipendenti pubblici, famiglie, studenti e istituti bancari gli strumenti, le opportunità e l’importanza dell’efficienza energetica e far nascere una cultura diffusa sull’uso efficiente ed eco-sostenibile delle risorse energetiche ed ambientali.

In questo contesto è stata avviata la Campagna nazionale “Italia in classe A” per sensibilizzare soprattutto il grande pubblico e i media sui temi dell’efficienza attraverso iniziative di formazione, informazione e un premio giornalistico.

Nel primo anno della campagna, particolare attenzione sarà dedicata alla PA, con l’obiettivo di ridurre i consumi energetici degli edifici pubblici del 40% con interventi di efficientamento.

Tratto da: ingenio-web.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

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